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Lucio Fontana (1899-1968) pittore e scultore italiano, è il fondatore del movimento spazialista. Sin dal 1949, infrangendo la tela con buchi e tagli, supera la distinzione tradizionale tra pittura e scultura. Lo spazio cessa di essere oggetto di rappresentazione secondo le regole convenzionali della prospettiva. La superficie stessa della tela, interrompendosi in rilievi e rientranze, entra in rapporto diretto con lo spazio e la luce reali. Le sue tele monocromo, spesso dipinte a spruzzo, portano il segno di gesti precisi, sicuri dell’artista che, lasciati i pennelli, maneggia lame di rasoio. Tutto è giocato sulle ombre con cui, sottolinea le soluzioni di continuità. Nato in Argentina, l’artista giunge alla sua poetica meditando la lezione del barocco, in cui le figure pare abbandonino il piano e continuino nello spazio. Del movimento spazialista non è solo il fondatore ma un valido rappresentante affermato anche a livello internazionale. Come gesti apertamente provocatori vanno intese alcune sue tele monocrome che, con buchi e tagli, scandalizzano il pubblico anche per l’apparente facilità con cui sembra possibile rifarle. Numerosi sono infatti i falsari, ma privi di un segno altrettanto sicuro. Per cautelarsi, Fontana scrive sul retro di ogni tela frasi insensate, semplice appiglio per una perizia calligrafica. Opere * Il cielo di Venezia * Mezzogiorno a Piazza San Marco * Concetto spaziale
