LUNA ORO

LUNA ORO

artista: 

anno: 2016
tecnica: Tecnica mista

dimensioni: 

60 × 60 cm

Autentica a firma del Maestro

Moon

Da un amore per tutto ciò che non è terrestre. Da qui nascono le opere di Paola Romano per arrivare fin sulla luna. Nata a Monterotondo e formata nell’ambiente artistico della capitale, Paola Romano studia i pianeti per esplorare tutti i modi, e i mondi, in cui l’arte può esprimere il dinamismo. Il fascino dell’universo, la sua gravitazione, le rotazioni e rivoluzioni. In una parola, il movimento. Che è sempre il fulcro della sua ricerca, fatta di pura sperimentazione e costante evoluzione. La luna ha le sue fasi. Come il percorso artistico della Romano che ha origine in quadri astratti e oggettuali ma presto giunge alla materia, con cui l’artista, pittrice, scultrice e designer, ha un rapporto istintivo e intenso. Le sue opere fortemente materiche vengono fuori, come un invito a farsi toccare. La fase più fortunata è quella che dà il via al ciclo delle lune. Bianche, oro, rosse, blu, arancio. Le sue lune brillano di luce propria nel cielo di via Margutta quando nel 2012, in occasione di una personale, il regista Pupi Avati presente alla mostra le propone di realizzare dei quadri per il film “La cena per farli conoscere”. Le opere della Romano arricchiscono il grande schermo anche con Carlo Verdone, nella pellicola del 2014 “Sotto una buona stella”. E poi sul set di cinepanettoni, fiction, spettacoli teatrali e programmi televisivi. Tutto il mondo vive sotto la stessa fascinosa luna. E da ogni parte richiedono quella di Paola Romano, per collezioni private e pubbliche. Da Miami a Londra, da Parigi a Hong Kong, dove espone nel foyer del prestigioso Cultural centre in occasione della rappresentazione dell’Aida di Giuseppe Verdi. La luna è il suo marchio di fabbrica. Sempre fedele e mai uguale a se stessa, la luna si rigenera. Rinasce ogni volta. E si rinnova anche nell’arte della Romano. La più recente fase della sua evoluzione la vede impegnata con la serie sul tempo, dove quadranti di orologi prendono il posto delle lune ma senza oscurarle del tutto. È stata la luna, del resto, a insegnarci il senso del tempo, questo mondo che fugge e che possiamo solo provare a misurare, a stargli dietro. A rappresentarlo. Mentre il tempo vola via, ci ferma il privilegio di stare a osservare la luna, o a farci osservare da essa. Come è accaduto alla 54ma Biennale di Venezia. Presentata dal prof. Giovanni Puglisi e invitata da Vittorio Sgarbi, curatore del Padiglione Italia, la Romano partecipa alla manifestazione con una imponente installazione che avvera il sogno di tutti: mettere piede sulla luna. Crateri per due metri di altezza permettono ai visitatori di entrarci dentro e da lì guardare la Terra, realizzata in un quadro al di là di una parete trasparente. La luna ci guarda mentre noi stiamo a guardarla. E scruta il nostro io più profondo, quello che non amiamo mostrare, quello del movimento che non abbiamo il coraggio di compiere, quello da cui mai riusciremo a vedere la faccia nascosta della luna.

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Descrizione

Paola Romano nasce a Monterotondo il 17 Settembre del 1951. Pittrice e scultrice si forma a Roma, dove vive e lavora. Dopo gli studi Al Rufa, Accademia di Belle Arti di Roma, negli anni ’90 segue una propria ricerca sulla figurazione gestuale. Conclusa da diversi anni la stagione di ricerca figurativa, l’artista attraversa un periodo strettamente aniconico per approdare, intorno al 2000, ad una pittura di matrice informale dominata dall’utilizzo della materia, che si lascia maneggiare fino a fondersi, offrendo sensazioni tattili quasi tridimensionali. La tela è quindi il campo in cui si consuma l’incontro-scontro tra la materia, il bianco e il nero, il rosso e l’oro. E’ il teatro di un contrasto. Nelle opere della Romano ogni elemento nasce da una sorta di processo di sedimentazione del pigmento e degli altri materiali utilizzati. Paola Romano espone in numerose collettive con un grande consenso. A partire dal 2004, con una serie di mostre personali, si afferma in maniera prorompente nel panorama artistico italiano ed internazionale. Oggi le sue opere sono presenti in importanti collezioni pubbliche e private (alcune tra le sue opere sono esposte stabilmente presso la Fondazione Magna Carta e le Sale Urbaniane della Città del Vaticano) e sono sempre più richierste da istituzioni museali europee ed internazionali. Negli ultimi anni Paola Romano ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio internazionale Arcaista (Taequinia, 2007), Approdi d’autore (Ischia 2007), Premio Roma 2009. In un unico giorno le 35 tele-sculture dell’artista sono state esposte presso la Pontificia Università Urbaniana. Tra le esposizioni ricordiamo il Museo degli Strumenti Musicali di Roma, la partecipazione alla 53esima Biennale d’Arte di Venezia, e la personale “Equilibri astrali” presso Complesso Monumentale Sant’Andrea al Quirinale di Roma nel 2012.  Ad Hong Kong ha esposto le proprie opere presso il “Cultural Center” Teatro dell’Opera nell’ambito di una manifestazione organizzata per valorizzare il talento italiano. In tale occasione è stata rappresentata l’Aida di Giuseppe Verdi: una prova, quindi di come l’opera della Romano sia stata considerata rappresentativa dell’arte italiana contemporanea. Quattro tele sono state richieste da Pupi Avati per il film “La cena per farli conoscere”  . “La prima cosa che colpisce della tecnica di Paola Romano – sostiene Giuseppe Di Giacomo, docente di Estetica presso la Facoltà di Filosofia dell’Università La Sapienza di Roma – è la commistione di colore e materia: si tratta infatti di una pittura materica che si serve di un’eterogeneità di materiali. L’artista predilige gli smalti mescolati con sabbia e metalli e i colori bianco, nero, giallo e rosso: insomma per la Romano dipingere significa entrare nella materia e nel colore esplorandone tutte le possibilità e dando vita al suo obiettivo dichiarato, il movimento”. Si tratta di un’arte informale che antepone all’esigenza di estenare un’immagine quella di comunicare la difficoltà del vivere umano, la mancanza di certezze, il desiderio di spiegazioni più profonde. Tutto ciò, unito ad un forte impatto visivo, rende le tele della Romano non solo suggestive ma anche concettuali.  Muore a Monterotondo, il 15 settembre del 2021.

Informazioni aggiuntive

Dimensioni60 × 60 cm

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